La verità in Umineko: un concetto manipolabile.
Welcome to the world of "Umineko When They Cry" (When Seagulls Cry)
Welcome to the Rokkenjima of October 4, 1986.
You have been given a chance to catch a glimpse of the family conference held annually by the Ushiromiya family.
The remaining life in the old family head who has built up a vast fortune is very slim.
To his children, the greatest point of contention at this family conference is the distribution of his inheritance.
Everyone desires all that money, no one relents, and no one believes.
Who will gain the old head's vast inheritance?
Where is the 10 tons of gold that the old head is said to have hidden?
Can the unnerving riddle of the epitaph which is said to point to the location of that gold be solved?
In the midst of this, a suspicious letter is sent from one claiming to be a witch.
The presence of a 19th person on this island, which should only have 18, begins to hang in the air.
Brutal murders repeat, and unsolvable riddles are left at the scene.
How many will die? How many will live? Or will everyone die?
Is the culprit one of the 18, or not?
Is the culprit a "human", or a "witch"?
Please, enjoy this isolated island, western mansion, mystery-suspense gadget of the good old days to the fullest.[1]
Questa era la storica introduzione al titolo di «Umineko: When They Cry» – prodotto della colta mente di Ryukishi07 e del egregio lavoro di 07th Expansion.
Il franchise di «When They Cry» è senza alcun dubbio uno dei piú rinomati e conosciuti del panorama videoludico nipponico, questo grazie anche all'adattamento di «Higurashi», tuttavia, nonostante la fama, ci sono ancora certuni che vedono, in modo superficiale, il franchise come un qualcosa di unicamente legato al genere horror e splatter, e nient'altro, ma come ben sappiamo non è il caso. Le opere di Ryukishi07 infatti non sono note solo per il sangue, ma anche per la loro natura stratificata, con diversi livelli di interpretazione. Nel caso di Umineko, parliamo poi di un mystery, non certo di un semplice horror · il che cambia molto la prospettiva, inoltre, Umineko andrebbe visto per quello che è, cioè: un'opera che analizza il concetto di verità.
La trama di Umineko ruota attorno al noto «Rokkenjima Incident», evento cardine della storia, da cui parte la trama, legata alle vicende di diciotto persone bloccate tra il 4 e 5 ottobre 1986 su un'isola di proprietà privata e ai misteriosi omicidi che le riguardano.
Ah, beh, un semplice mystery? No.
Proprio dal personaggio principale, ovvero Ange Ushiromiya, Ryukishi ci introduce alla ricerca della verità.
How many will die? How many will live? Or will everyone die?
Is the culprit one of the 18, or not?
Is the culprit a "human", or a "witch"?
Please, enjoy this isolated island, western mansion, mystery-suspense gadget of the good old days to the fullest.[1]
Questa era la storica introduzione al titolo di «Umineko: When They Cry» – prodotto della colta mente di Ryukishi07 e del egregio lavoro di 07th Expansion.
Il franchise di «When They Cry» è senza alcun dubbio uno dei piú rinomati e conosciuti del panorama videoludico nipponico, questo grazie anche all'adattamento di «Higurashi», tuttavia, nonostante la fama, ci sono ancora certuni che vedono, in modo superficiale, il franchise come un qualcosa di unicamente legato al genere horror e splatter, e nient'altro, ma come ben sappiamo non è il caso. Le opere di Ryukishi07 infatti non sono note solo per il sangue, ma anche per la loro natura stratificata, con diversi livelli di interpretazione. Nel caso di Umineko, parliamo poi di un mystery, non certo di un semplice horror · il che cambia molto la prospettiva, inoltre, Umineko andrebbe visto per quello che è, cioè: un'opera che analizza il concetto di verità.
La trama di Umineko ruota attorno al noto «Rokkenjima Incident», evento cardine della storia, da cui parte la trama, legata alle vicende di diciotto persone bloccate tra il 4 e 5 ottobre 1986 su un'isola di proprietà privata e ai misteriosi omicidi che le riguardano.
Ah, beh, un semplice mystery? No.
Proprio dal personaggio principale, ovvero Ange Ushiromiya, Ryukishi ci introduce alla ricerca della verità.
Ange era la figlia illegittima di Rudolf con Kyrie, poiché all'epoca era già sposato con Asumu. Per questo motivo, Battler si ribellò e lasciò la famiglia Ushiromiya, in parte in modo che quando Ange fosse nata, avrebbe avuto una casa e una famiglia amorevoli.
Dopo la sua nascita, ha avuto una bella infanzia per i primi sei anni della sua vita. Ange è diventata molto vicina a suo fratello Battler nonostante lo incontrasse solo nei suoi compleanni. Ad un certo punto, si è intrufolata nella stanza dei suoi genitori e ha trovato il diario di Kyrie che descrive in dettaglio quanto odiasse Asumu. In uno dei suoi compleanni, lei e la sua famiglia sono andate in un parco di divertimenti dove Battler ha vinto degli ornamenti per capelli economici da un gioco di gru, un bene di cui avrebbe fatto tesoro per il resto della sua vita. Era anche vicina a Maria e giocava spesso con la sua bambola Sakutarou ad ogni riunione di famiglia. Tuttavia, al convegno di famiglia del 1986, Ange era malata e quindi non poté partecipare. Nello stesso anno, si verificò il massacro di Rokkenjima (o: incidente) con solo sua zia, Eva, sopravvissuta all'incidente. Di conseguenza, Eva è diventata il suo genitore adottivo. Quando Eva l'ha presa in custodia, ha accolto Ange a braccia aperte, dicendole che poteva contare su di lei per qualsiasi cosa, così che sarebbero tornati lentamente felici. All'inizio, hanno avuto un buon rapporto, ma alla fine, in poco tempo, tutto si sarebbe ridotto a nulla.
Dopo la sua nascita, ha avuto una bella infanzia per i primi sei anni della sua vita. Ange è diventata molto vicina a suo fratello Battler nonostante lo incontrasse solo nei suoi compleanni. Ad un certo punto, si è intrufolata nella stanza dei suoi genitori e ha trovato il diario di Kyrie che descrive in dettaglio quanto odiasse Asumu. In uno dei suoi compleanni, lei e la sua famiglia sono andate in un parco di divertimenti dove Battler ha vinto degli ornamenti per capelli economici da un gioco di gru, un bene di cui avrebbe fatto tesoro per il resto della sua vita. Era anche vicina a Maria e giocava spesso con la sua bambola Sakutarou ad ogni riunione di famiglia. Tuttavia, al convegno di famiglia del 1986, Ange era malata e quindi non poté partecipare. Nello stesso anno, si verificò il massacro di Rokkenjima (o: incidente) con solo sua zia, Eva, sopravvissuta all'incidente. Di conseguenza, Eva è diventata il suo genitore adottivo. Quando Eva l'ha presa in custodia, ha accolto Ange a braccia aperte, dicendole che poteva contare su di lei per qualsiasi cosa, così che sarebbero tornati lentamente felici. All'inizio, hanno avuto un buon rapporto, ma alla fine, in poco tempo, tutto si sarebbe ridotto a nulla.
Il racconto Tanabata delle streghe mostra che Ange desiderava che la sua famiglia tornasse. Bernkastel l'ha visitata e le ha detto che avrebbe esaudito il desiderio di Ange se avesse negato l'offerta di Eva di una relazione d'amore, convincendola che c'era posto nel cuore di Ange solo per una madre, Kyrie, e che non poteva lasciare che Eva prendesse il suo posto. Poiché era ancora una bambina, Ange credette a Bernkastel e seguì le sue istruzioni, distruggendo di proposito la sua relazione con Eva, anche fino alla morte di quest'ultima.
Da adolescente, è stata iscritta al St. Lucia's. Quando era già un'adolescente, è divenuto di dominio pubblico il fatto che Eva avrebbe dato tutti i suoi beni ad Ange prima della sua morte. Di conseguenza, il pubblico ha già iniziato a credere nella
Allo stesso tempo, però, il bullismo è diventato molto più duro, e un giorno, ha chiesto ai suoi Mobili di uccidere i suoi bulli, ma non ci sono riusciti, e così uno per uno, hanno rifiutato il suo ordine, e allo stesso tempo hanno negato la loro esistenza, uccidendoli così. Ha anche finito per uccidere Maria, Sakutarou e infine la sua migliore amica, Mammon, che le ha detto che alla fine è solo una persona sola. Sul letto di morte di Eva, alla fine le ha chiesto cosa fosse successo a Rokkenjima, ma Eva si è rifiutata di dirglielo, l'ha afferrata per i capelli e le ha detto di chiedere ai suoi genitori che ora sono all'inferno. Eva muore senza dare una risposta e Ange eredita tutti i beni di Eva. Questo ha segnato l'inizio della sua ricerca della verità su Rokkenjima.
Da adolescente, è stata iscritta al St. Lucia's. Quando era già un'adolescente, è divenuto di dominio pubblico il fatto che Eva avrebbe dato tutti i suoi beni ad Ange prima della sua morte. Di conseguenza, il pubblico ha già iniziato a credere nella
teoria del colpevoledella famiglia di Rudolf, e quindi è diventata oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di classe, poiché loro credevano che anche se suo fratello e i suoi genitori avessero cercato di prendere l'oro per se stessi, Ange avrebbe ancora inerente a tutto. È anche diventato di dominio pubblico che ella aveva una relazione con Battler e che non sono fratellastri. Per questo motivo, da giove fu una ragazza solitaria e fuggí dalla sua dura realtà leggendo il diario di Maria e creando amici immaginari. Attraverso questo, è stata in grado di creare una versione illusoria di Maria, Sakutarou e i pali del purgatorio, e ha anche appreso della storia della vita di Maria prima dell'incidente di Rokkenjima. Ha imparato la magia per diventare la Strega della Resurrezione e ha imparato a evocare i Pali del Purgatorio, sebbene inizialmente fosse in grado di evocare solo Mammon, che in seguito divenne il suo caro amico. Per un po ', la sua adolescenza è diventata brillante e felice e alla fine è stata in grado di convocare tutte e sette le sorelle, che, poi, sono diventate i suoi mobili.
Allo stesso tempo, però, il bullismo è diventato molto più duro, e un giorno, ha chiesto ai suoi Mobili di uccidere i suoi bulli, ma non ci sono riusciti, e così uno per uno, hanno rifiutato il suo ordine, e allo stesso tempo hanno negato la loro esistenza, uccidendoli così. Ha anche finito per uccidere Maria, Sakutarou e infine la sua migliore amica, Mammon, che le ha detto che alla fine è solo una persona sola. Sul letto di morte di Eva, alla fine le ha chiesto cosa fosse successo a Rokkenjima, ma Eva si è rifiutata di dirglielo, l'ha afferrata per i capelli e le ha detto di chiedere ai suoi genitori che ora sono all'inferno. Eva muore senza dare una risposta e Ange eredita tutti i beni di Eva. Questo ha segnato l'inizio della sua ricerca della verità su Rokkenjima.
Ora che abbiamo introdotto bene la trama e il personaggio di Ange, possiamo discutere del concetto di verità.
Prima di tutto chiediamoci, cos'è la verità? Le definizioni a nostra disposizione sono due:
1. La verità ritrae qualcosa di tangibile e fattuale, realmente accaduto.
2. La verità è fatto accettato storicamente, eticamente, logicamente.
A noi interessa la seconda definizione. È su questa che Ryukishi basa tutta la sua narrazione in Umineko, l'autore infatti manipola, durante il corso dell'opera, la nostra concezione di verità. È vero, esiste un'idea di «verità» unica per tutti gli umani, ma il mondo non è così spoglio, specialmente in WTC, dove esistono numerosissime verità per ciascun personaggio introdotto.
Stiamo parlando di un'opera stratificata, caratterizzata da piú livelli di interpretazione – dove Ryukishi ci induce a credere delle cose che puntualmente smonta, dove ci induce a credere nella magia del mondo di Umineko, in una narrazione complessa, allegorica e totalmente ad intepretazione del lettore. La particolarità dei vari finali, infatti, è che a prescindere tutto ciò che è avvenuto è a libera interpretazione del lettore: potrebbe essere tutto un prodotto dell'immaginazione di Ange, potrebbe essere tutto uno scenario metaforico, o addirittura, tutto ciò che il lettore legge potrebbe non corrispondere ad alcuna verità.
Perchè la verità in Umineko non esiste, Ange ha la possibilità di approcciarla leggendo il diario, ma ci sono finali differenti nei quali lei decide di non farlo (come quello disponibile nel capitolo 3, dove dopo aver riflettuto decide di togliersi la vita) – questi sono l'opposto invece, del finale del capitolo 8, dove Ange è ottimistica, e pur non affrontando la realtà, mantiene una visione positiva del mondo e confida in un obiettivo futuro che possa cambiarle la vita. Come alla fine, indirettamente, Ryukishi afferma – esistono diverse verità, e poi esiste l'illusione.
Ispirazione
Prima di tutto chiediamoci, cos'è la verità? Le definizioni a nostra disposizione sono due:
1. La verità ritrae qualcosa di tangibile e fattuale, realmente accaduto.
2. La verità è fatto accettato storicamente, eticamente, logicamente.
A noi interessa la seconda definizione. È su questa che Ryukishi basa tutta la sua narrazione in Umineko, l'autore infatti manipola, durante il corso dell'opera, la nostra concezione di verità. È vero, esiste un'idea di «verità» unica per tutti gli umani, ma il mondo non è così spoglio, specialmente in WTC, dove esistono numerosissime verità per ciascun personaggio introdotto.
Stiamo parlando di un'opera stratificata, caratterizzata da piú livelli di interpretazione – dove Ryukishi ci induce a credere delle cose che puntualmente smonta, dove ci induce a credere nella magia del mondo di Umineko, in una narrazione complessa, allegorica e totalmente ad intepretazione del lettore. La particolarità dei vari finali, infatti, è che a prescindere tutto ciò che è avvenuto è a libera interpretazione del lettore: potrebbe essere tutto un prodotto dell'immaginazione di Ange, potrebbe essere tutto uno scenario metaforico, o addirittura, tutto ciò che il lettore legge potrebbe non corrispondere ad alcuna verità.
Perchè la verità in Umineko non esiste, Ange ha la possibilità di approcciarla leggendo il diario, ma ci sono finali differenti nei quali lei decide di non farlo (come quello disponibile nel capitolo 3, dove dopo aver riflettuto decide di togliersi la vita) – questi sono l'opposto invece, del finale del capitolo 8, dove Ange è ottimistica, e pur non affrontando la realtà, mantiene una visione positiva del mondo e confida in un obiettivo futuro che possa cambiarle la vita. Come alla fine, indirettamente, Ryukishi afferma – esistono diverse verità, e poi esiste l'illusione.
Ispirazione
Alla fine, la bellezza di Umineko risiede nella variabilità della verità, un concetto variabile nell'opera, così in vita, che ci accompagnerà per tutta l'esistenza.

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