Miria del Miraggio, il mio eroe
Miria del Miraggio, il mio eroe
Oggi parlerò di un personaggio molto significativo, forse uno dei più bei personaggi che io conosca, il mio eroe: Miria del Miraggio.
Introduzione: Claymore è un'opera dark-fantasy (manga) del maestro Norihiro Yagi, scritta e disegnata dal 2001 al 2014, composta di 155 capitoli + 3 capitoli .5, raccolti in 27 volumi
Nella suddetta opera veniamo a conoscienza delle vicende di Claire nel "continente" (che si scoprirà essere _ più avanti). Claire è una "Claymore" così vengono chiamate le guerriere bionde e dagli occhi argentei, degli esperimenti creati dall'organizzazione per fronteggiare la minaccia naturale degli Yoma. In questo mondo non c'è spazio per le supposizioni, nè per l'altruismo, tutto ha un prezzo, ciascuno pensa a sè, ogni villaggio e persona.
L' organizzazione si compone di 47 guerriere, di cui Claire è l'ultima, che si distinguerà nonostante il numero.
Veniamo ora a Miria, essa appare già nei primi volumi dell'opera, in questi rappresenta una colonna portante dell'organizzazione, è infatti una cifra singola, la numero 6, in fatto di forza è fondamentale per combattere gli Yoma, i risvegliati, Gli Abissali.
Ella è ben conosciuta da tutti i personaggi, ogni Claymore riceve il suo soprannome in base alla sua qualità, Miria sfoggia spesso la sua tecnica del Miraggio, perciò viene nominata Miria del Miraggio.
[Spoiler Alert, da qui in poi]
La guerriera numero 6 è la prima nell'opera a sospettare dell'organizzazione, la prima a porsi tante domande dimenticate dalle altre, tanti quesiti ai quali non v'era risposta, dal sesto volume in poi incontra Claire e le spiega le sue idee, fornendole un piccolo addestramento, senza giudicarla per il suo numero, da qui possiamo notare un importante tratto distintivo di Miria: il rispetto.
[¹] In tutta l'opera nessun insulto ha mai lasciato la sua bocca, nessuna mancanza di rispetto, nessuna movenza o parvenza di saccenza, Miria rispetta tutti i personaggi, a prescindere dalla loro debolezza, dalla loro razza, dai loro difetti, li tratta tutti allo stesso modo.
La sesta guerriera per ordine, sospetta dell'organizzazione e brama di indagare, ma prima si cimenta nelle consuete missioni suicida dell'organizzazione, sinchè non giunge una cruciale parte nei volumi 10-11, La battaglia di Pieta una svolta per gli eventi dell'opera in generale, in questa battaglia muoiono praticamente tutte le guerriere, dalle principianti alle più forti, sul campo innevato soltanto spade infilzate nel terreno, prive di un proprietario, insulse alla visione di chi le possiede. Da quella battaglia passano 7 anni, e l'organizzazione si accorge della mancanza di 7 spade all'appello, esattamente: 7 guerriere, fra cui Miria sono sopravvissute (così anche Claire) esse trascorrono anni ad allenarsi nella parte Nord del continente, disertando quindi dai loro compiti.
Questi 7 anni sono molto importanti, perchè Miria affina la sua tecnica a tal punto da poter essere una potenziale no.1, ma è oltremodo importante il retroscena dove, più avanti nell'opera, lei si rattrista profondamente per quanto accaduto a Pieta, per non aver salvato nessuno, qui emerge un tratto, invece, di debolezza e sensibilità da parte sua: l'altruismo.
[²] Miria è, fondamentalmente, altruista, è quel tipo di soldato che vuole evitare perdite inutili, quel tipo di persona che preferisce sacrificare sè stessa per evitare la morte di altri mille, il pianto significativo di lei in merito è una riprova del suo lato sensibile, alla fine attaccato alla vita umana a prescindere dall'importanza di essa, per Miria anche uno sconosciuto merita di vivere e di essere salvato da lei.Nobiltà d'animo.
A seguito dei 7 anni trascorsi nel nord, Miria e le altre si spostano per tutto il continente, fronteggiando gli abissali delle zone, diversi risvegliati, i rappresentanti degli inferi, ed altri tipi di minacce, il picco di Miria però giunge nei volumi 21-27, il cui primo è interamente incentrato su di lei, in quest'ultimi ella fa diverse scoperte, rivela cose legate all'organizzazione, risultati raggiunti
intellettualmente, e compie tre diverse, importanti, scelte, la prima è lasciar da parte una sua compagna (Tabasa), intenzionata ad aiutarla, nella missione di distruzione dell'organizzazione, mediante svenimento, qui emerge un tratto nobile di Miria, sempre collegato all'altruismo, che porta ad un egoismo tuttavia legato al voler risolvere le cose singolarmente e senza aiuti.
Nei volumi precedenti al finale Miria si accende come un fulmine a ciel sereno, si reca all'organizzazione, ed in questa sede incontra moltissime guerriere, con molte principianti non ancora registrate, ed esperimenti che sono potenziali numeri uno, nonostante ciò... lei non uccide nessuno, si limita a neutralizzare i nemici uno ad uno, finchè però non viene sopraffatto dai rinforzi, al che, numerose Claymore si avventano su di lei per ucciderla, ma improvvisamente si fermano: tutte le guerriere hanno compreso Miria e le motivazioni, lei era come la persona che tutti stavano aspettando, ma nessuno nominava, qui emerge il tratto più importante di lei: la leadership.

[³] Durante il corso di tutta l'opera, Miria guida le compagne e coordina tatticamente numerose battaglie vincenti, il suo ingegno però sovvien anche quando si tratta di portare dalla sua parte altre guerriere
Come disse Chronos "Sei brava a parlare" una grande oratrice.
La nobiltà nel non macchiarsi di sangue di Claymore vale la fiducia di tutte le altre, che naturalmente erano al corrente delle colpe dell'organizzazione.
Miria del Miraggio, e l'astuzia.
[⁴] un altro tratto, questa volta combattivo, di Miria si nota nello scontro con una delle numero 1 risvegliate, dove ella utilizza una tecnica meschina, servendosi della distrazione del nemico, usando una Claymore di una guerriera ferita e a terra inerme, Miria trionfa, sotto lo sguardo disgustato di una, che quella tecnica la definisce "non elegante".
Miria racconta tante cose moralmente, come personaggio, ma una delle più importanti è decisione: il coraggio di mettersi in gioco.
[⁵] La coerenza permane sempre nelle scelte di lei, sia nubile che nobile di cuore, è un personaggio che ha sempre guardato in faccia la realtà, senza voltarsi verso il passato, accettandola e sfidandola, anche qualora essa si presentasse in forme spaventose. Miria ha cominciato a lottare da guerriera no.17, scalando fino al no.6, poi disertando e combattendo al fianco delle sue più care compagne, annientando gli abissali, distruggendo tutti gli obiettivi, è arrivata a tagliare la testa del capo dell'organizzazione, dopo aver anche indovinato che... era la stessa ad aver creato gli Yoma.
Il messaggio che le scelte di Miria, in quanto spericolate, lasciano è quello di non preoccuparsi delle conseguenze, ma di essere diretti e razionali, una cosa moralmente molto importante.
Ma se infine-- dovessi descrivere in un qualche modo Miria, se dovessi parlare di quanto mi ha lasciato e citarne i pregi, forse alla fine mi baserei semplicemente su delle cose come il suo magnifico sorriso che si vede poche volte, ma che sfoggia proprio quando raggiunge gli obiettivi prefissati, come una liberazione dal peso perpetuo.
Miria del Miraggio, un personaggio che professa la nobiltà d'animo, il buon cuore, le buone maniere, ma che regola queste ultime in base alla situazione, mantenendosi pur sempre coerente, ed insegnando molto a ciascuno di noi, un personaggio senz'altro da Claymore, che merito di stare in un'opera di formazione che sulla vita insegna tanto, partendo dai valori, amplia i propri temi attraverso i suoi personaggi, finchè non ricorda... non ricorda anche a chi non ha sempre avuto delle belle esperienze, che un senso di continuare ad avanzare c'è.




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