La moralità di The Ancient Magus' Bride.
La bellezza di "The Ancient Magus' Bride" , un'opera morale
La perla di Yamazaki Kore, sceneggiata e disegnata dal maestro, e rilasciata dal 2013 su Comic Garden, è The Ancient Magus' Bride, un'opera che unisce la narrazione dolce e lenta dello slice of life tipico alla peculiarità dello urban fantasy, che alterna zone del mondo di stampo medievale a città modernizzate e completamente attuali.
Naturalmente, Mahoyome ha ricevuto un adattamento animato (la cui seconda stagione è attualmente in corso) da WIT Studio nel 2017, quest'ultimo ha permesso di migliorare alcuni piccoli aspetti del prodotto e, di fatto, di fornirne una versione completa di tutte le caratteristiche necessarie ad un titolo rientrante nei suddetti generi. Ma, di cosa parla quindi questo anime? The Ancient Magus' Bride è la storia di Chise, una Sleih Beggy (razza rara di incalanatori di magia nel mondo circostante), che venne venduta ad un'asta in tenere età, in tale contesto un mago dalla testa teschioforme la acquistò, senza però l'egoismo di utilizzarla come un oggetto ai suoi scopi, ma con la volontà di farle vivere una vita vera, qualcosa di fin troppo lontano dalla visione di una bambina che aveva vissuto prima come bullizzata e odiata, e poi come merce da svendere.
LA STORIA
La storia della giovane ragazza dai capelli rossi, e gli occhi verdi come l'acqua cristallina, inizia quindi dopo esser stata comprata dal mago. L' uomo, di nome Elias, la introduce alla sua bella dimora in una zona di campagna, dove la sua domestica (Argentuccia) la accoglie, aiutandola ad ambientarsi. Provando l'ebrezza della libertà e il profumo dell'aria pulita per la prima volta, Chise avrà da qui in poi il tempo di fare tantissime esperienze formative, alcune dove si caccierà nei guai per la sua imprudenza, altre in cui farà del bene per altre persone.
Ci sono frammenti della storia di Hatori Chise, ad ogni modo, ancora incollezionati, che vengono introdotti con lo speciale "Those awaiting a Star.." una collezione di storie adattata in tre episodi, che narra delle vicende della Chise (ancora bambina) nella grande libreria di un mago. Insomma, avrete compreso che uno dei punti forti dell'opera è la crescita personale della protagonista, Hatori Chise, la quale è avvenuta per diverse motivazioni. Non abbiamo conferme sul come sia finita ad essere trafficata, ma l'OAV sul passato lascia intendere che, probabilmente, i suoi genitori adottivi avessero scoperto che i maghi SB fossero pochi da contarli su una mano. La formazione di Chise quindi non passa per la scuola o per le istruzioni -eccezion fatta per pochi anni di elementari- ma è fatta di lettura di numerossisimi libri, studio della magia, e esperienze di vita. Grazie ad Elias, Chise ha modo di esplorare tanti lati del mondo, e persino altri mondi magici (si veda quello dei Draghi, o il mondo dell'altro lato) accessibili da quello terreno, inevitabilmente però, il mago non riesce a prevenire ogni problema, e per questo la ragazza finisce, durante la storia, per trovarsi in situazioni difficilissime, dove sará costretta anche a fare concessioni non poco cospicue per assicurarsi il proseguo della propria vita.
È senza dubbio ampio l'effetto di una formazione cosí tanto "tranquilla" tanto quanto "movimentata" , non a caso avviene lo sviluppo di una fortissima morale nella ragazza, che naturalmente ha luogo solo nei casi singolari come il suo, coronati da esperienze sia piacevoli che, talvolta, poco rallegranti. Quella che proporrá la seconda stagione è la narrazione del "College Arc" , dove, dopo aver fatto numerose esperienze, Chise discute con Elias l'idea di frequentare la scuola di magia, e, dopo incertezze iniziali, il mago tutore accetta. Ora, se ci sono lettori essi sapranno che questo arco gioca un ruolo fondamentale per il completamente di Chise come personaggio, per i non-lettori, Il discorso qui è semplificabile in: la formazione di Chise si divide in due grandi sfere, la sfera morale (esperienze, magia, letture, vita con Elias) e la sfera istituzionale (formazine determinata da un'istituzione, quindi la scuola di magia), due distinte influenze, connesse e fondamentali [1].Ciò che rende spettacolare la crescita di Chise è il fatto di poter vedere ogni singolo passaggio fondamentale di questa, che ci permette di notare la sua sempre maggiore comprensione della natura umana, le sue capacità sociali, e l'ascesa della sua moralità verso il prossimo, ma soprattutto verso sè stessa. I momenti di riflessione e i picchi emozionali, in Mahoyome, sono valorizzati sempre da dialoghi dove pesa ogni singola parola, e da un'atmosfera creata perfettamente da Kore, che rilassa lo spettatore, e poi lo fa immergere nelle questioni morali proposte ad operam.
La problematica che inizialmente la giovane si pone è quella del suo egoismo, che comprenderà poi esser infondato, ma che nessuno le aveva mai indicato come propria debolezza. Già, l'autocritica è la sua primissima qualità, e dal modo in cui Chise affronta i criticismi che si autopone possiamo notare costantemente una marurità che cresce sempre di più, e che scalda il cuore di chi ci è stato dall'inizio; l'egoismo è un fatto legato ad una difficile condizione, pertanto affine alla piccola Chise, ma non a quella grande, non ad una maga che ha compreso la breve durata della sua vita, come viverla, e come sia giusto viverla, non a lei. Chise vedeva nella sua poca confidenza con Elias un segno di egotismo, poichè le pareva di godersi le esperienze migliori senza coinvolgere troppo il maestro – eppure si sbagliava, quello non era egoismo, ma solo il desiderio di affinare qualcosa che le era molto caro [2].
Se all'inizio Chise era soltanto una allieva, dedita alla comprensione della realtà attorno a lei, col tempo, e per questo passaggio è fondamentale ricordare quanto accade nella seconda parte della prima stagione, qualcosa è cambiato: un nuovo ruolo è stato scelto perchè opportuno.
I "rapporti umani" certo, sono qualcosa di fondamentale da studiare per Elias che, infatti, ha incaricato Chise di occuparsi dell'insegnamento, ma, tali rapporti sono materia di studio anche per gli umani stessi, perchè sia le cose difficili che quelle banali vanno esplicate quando si tratta di comportamenti, poichè ogni umano è vario come un dipinto di ampie sfumature.
I "rapporti umani" certo, sono qualcosa di fondamentale da studiare per Elias che, infatti, ha incaricato Chise di occuparsi dell'insegnamento, ma, tali rapporti sono materia di studio anche per gli umani stessi, perchè sia le cose difficili che quelle banali vanno esplicate quando si tratta di comportamenti, poichè ogni umano è vario come un dipinto di ampie sfumature.
A Chise è affidato un compito complesso, ma utile alla sua maturazione. Elias, così facendo, crea una stabilità nel loro rapporto, nonché un'equità di cultura: Elias insegna a lei, Chise insegna a lui, come in uno scambio equo. Ma i rapporti umani, si sa, non sono così semplici. Nel Episodio 6, infatti, a quello tra i due si intreccia la questione legata al possibile matrimonio di cui si parlò ad inizio opera (Elias voleva infatti rendere Chise sua allieva e poi sposa). Dalla bellissima scena di dialogo sul tetto, si evince l'evidente volontà di Elias di restare con Chise, e il ricambio a quest'ultima. Un rapporto Maestro-Allievo che è in netto parallelismo con quello fra Alice e Mikhail Renfred, che Yamazaki ci porta intelligentemente agli occhi. La loro situazione, si sa, è diversa, ma simile a quella che riguarda Chise ed Elias per il principio. A differenza di Ainsworth, però, Renfred è umano, non ha dubbi sui sentimenti, e, soprattutto, crede fermamente che Alice debba staccarsi da lui per maturare: la vede come una figlia, non come una possibile moglie. Sebbene tra la varietà di temi sia difficile da notare, quello dei rapporti umani resta un pilastro di Mahoyome, essenziale per tutti i personaggi, poichè la fitta rete di relazioni intepersonali è qui tanto grande quanto lo è l'opera.
Questo attaccamento all'umanità di Elias si riconnette alla sua storia, una profonda, triste storia, importantissima per la comprensione di uno dei temi centrali alla penna di Yamazaki.
Non è ancora stato svelato tutto su di lui, infatti, tuttavia ciò che ci par chiaro è che egli non sia umano, ma che si avvicini più ad un'entità dalla forma mutabile, che può assumere diverse peculiarità, quindi il suo aspetto è più propinquo ad un demone. E come disse un saggio uomo "i demoni ci imitano, usano le parole per sembrare come noi, ma alla fine hanno come scopo solo l'idea di eliminarci." – per cui a rigor di logica Elias sarebbe un soggetto da evitare? No. In realtà è tutto il contrario, il mago è quasi sempre innocuo, riflessivo, e con un attaccamento al concetto di umanità lasciatogli dalla sua prima maestra, e mai colmato. In una continua ricerca dell'identità, anche Elias si allinea alla tematica del "senso" dell'esistenza, del nome, delle azioni, degli avvenimenti. Stando a fonti certe sappiamo che il mago ha vissuto più di due secoli, nonostante ciò egli ricerca ancora una lezione morale con tanto interesse, non vi stupisce? Questa vuotezza non è altro che la rappresentazione del desiderio di conoscere, di acciuffare quella cortezza e quella singolarità caratteristiche della vita umana, e delle persone attorno (Chise, Argentuccia, altri...). [3]
Di tutto ciò che abbiamo detto l'aspetto della moralità dei personaggi e del contesto generale risalta sempre, come fosse un filo rosso che lega ogni scena della produzione, ma come mai? Per un semplice fatto: stiamo parlando di un'opera che ha uno scopo formativo, le cui morali sono innumerevoli e profonde, e hanno aiutato persino il sottoscritto a crescere come individuo. Se dovessi, personalmente, indicare però cosa rende tanto speciale questo titolo direi che a distinguerlo non sono le lezioni di vita uniche, ma il loro insieme, effetto sui personaggi durante la narrazione, e quindi la loro conseguente crescita, al netto di ciò, consiglio a chiunque sia in cerca di una vera opera di formazione di passare a guardare o leggere (più consigliata la prima esperienza) The Ancient Magus' Bride.

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